Martin Heidegger e il poetico

Stiamo per raggiungere la fine, e in questa ultima tappa del nostro viaggio tra fisica e filosofia (siamo partiti dalla filosofia greca, per giungere alle soglie della modernità con Giordano Bruno e la svolta copernicana, ci siamo quindi soffermati sulla rivoluzione operata da Kant, e abbiamo infine esaminato il pensiero di Nietzsche) incontriamo uno dei pensatori più importanti del ‘900: Martin Heidegger.

Anche qui, ci facciamo accompagnare da questo grande filosofo essenzialmente per ciò che abbiamo a cuore in questo scritto: cercare di capire quale via, quale direzione potrebbero indicarci queste grandi svolte nel pensiero che ci precede, per procedere oltre però, cercando di rimanere fedeli alla missione che questi stessi autori ci hanno indicato.

Martin Heidegger (Permission and copyright by dr. Hermann Heidegger)

Bene, Heidegger può aiutarci a proseguire lungo questa scia che da Bruno, passando per Kant e poi per Nietzsche, quasi ci costringe a tentare una nuova interpretazione dell’universo e della realtà, e quindi anche dell’essenza dell’uomo.

Egli fin dai suoi primi scritti affronta il problema della realtà delle cose, ovvero della domanda fondamentale della filosofia: che cos’è l’essere?

Qualsiasi cosa prendiamo in considerazione infatti, possiamo dire che è, che in qualche modo partecipa dell’essere, che è come un minimo comune denominatore di tutta la realtà. Il problema che Heidegger pone tuttavia è il seguente: come è possibile che l’essere sia, allo stesso tempo, ciò che di più evidente possiamo affermare circa l’essenza delle cose, eppure ciò che è più indefinibile?

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Friedrich Nietzsche e il cambio di paradigma

“La nuova concezione del mondo: un dialogo fra fisica e filosofia” (quarto capitolo)

In questo umile cammino del pensiero, stiamo cercando di intravedere i tratti misteriosi ma incalzanti di una trama che attraversando i secoli ci conduce, proprio ora, ad una nuova visione dell’universo e della realtà dell’essere umano. Siamo partiti infatti dalla filosofia greca, per giungere alle soglie della modernità con Giordano Bruno e la svolta copernicana. Da ultimo ci siamo soffermati sulla rivoluzione operata da Kant, per la quale siamo chiamati a mutare profondamente il rapporto fra l’oggetto di ogni conoscenza e il nostro stesso sguardo. In questo nuovo capitolo infatti questa intuizione viene approfondita, aprendo a nuove e inedite scoperte.

Facciamo ancora un passo oltre. So che mi starete un poco odiando con tutti questi filosofi e concetti e astrazioni, ma credetemi, ne varrà la pena, perché credo che stiate intuendo quale grande apertura di prospettiva si stia lentamente annunciando attraverso questi grandi pensatori.

Ebbene, spostando il nostro orologio ideale alla seconda metà dell’ottocento arriviamo a Friedrich Nietzsche, un pensatore che ha segnato la nostra storia recente, al di là del bene e del male direi. Nietzsche ci interessa perché sviluppa e prosegue sulla scia di Kant alcune intuizioni che poi saranno pienamente sviluppate dalla fisica teorica contemporanea.

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Immanuel Kant e la rivoluzione copernicana

“La nuova concezione del mondo: un dialogo fra fisica e filosofia” (terzo capitolo)

Proseguiamo il nostro viaggio nello spazio e nel tempo (dopo aver pubblicato già una prima e una seconda puntata), anche se, forse, una precisazione è d’obbligo. Ciò che anima questo scritto è essenzialmente un intento creativo e poetico; vorremmo cioè cercare di capire come lo sviluppo del pensiero filosofico si intrecci con quello scientifico in una unità che però è costitutiva nel cambio di paradigma che stiamo vivendo. La nuova rivoluzione scientifica del nostro tempo infatti, è presente in tutti i campi, e attraverso questi filosofi vorremmo cercare di trovare quegli scorci, quelle luci, in grado di indirizzarci e di guidarci verso questo altrove che ci chiama a nuove prospettive e ad altri sguardi sulla realtà che ci abita e ci circonda.

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La svolta della modernità

“La nuova concezione del mondo: un dialogo fra fisica e filosofia” (secondo capitolo)

Siamo partiti dalle origini del pensiero antico per mostrare che in realtà la svolta del pensiero moderno, di cui siamo eredi, nasce proprio dal rinnovamento dei presupposti della filosofia greca. Questo è importante da capire perché significa che se vogliamo operare un cambiamento e tentare di ricollegare i vari ambiti del sapere umano, è necessario ritornare alla fonte del problema, cercando di rovesciare la struttura di fondo che in realtà accomuna gli antichi e i moderni.

Già a partire dal ‘500 però, accade qualcosa di inaspettato…

Giordano Bruno e la “nova filosofia”

Ecco allora che vi propongo un percorso attraverso quattro pensatori moderni della storia della filosofia che, nella loro evoluzione, ci hanno insegnato a contemplare la nostra realtà e il nostro universo in modo del tutto differente, talvolta anticipando alcune concezione che sarebbero apparse nella fisica sperimentale solamente alcuni decenni o secoli dopo.

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Un dialogo tra fisica e filosofia

“La nuova concezione del mondo: un dialogo fra fisica e filosofia”

Primo capitolo: le origini

Premessa. Questo testo vorrebbe essere una riflessione sul rapporto fra filosofia e fisica, e più in generale sulla relazione fra le varie discipline scientifiche, che sembrano essere oggi sempre più separate e chiuse in ambiti distanti gli uni dagli altri.

Pubblicheremo questo scritto a puntate, attraverso un itinerario che va dalle origini della filosofia e della fisica, nel pensiero greco, per passare poi alla modernità e alla contemporaneità. Cercheremo perciò di scoprire se è ancora possibile una con-versione delle molteplici branche del sapere, al fine di distillarne una sintesi inedita per l’essere umano di oggi.

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